domenica 5 agosto 2007

Grandes Jorasses - *Cresta Hirondelles*

La parete nord delle Grandes Jorasses è delimitata a sinistra (est) da una cresta molto lineare che prende il nome dal colle da cui si innalza, il Col des Hirondelles.
Percorrendo questo itinerario però non si ha assolutamente l'impressione di essere su una cresta... anzi! Il più delle volte infatti ci si tiene verso la parete est.
Si tratta di un classico itinerario di alta montagna (750 m, IV/D 5c M), con difficoltà principalmente di misto e roccia (di qualità mediocre). Considerate le condizioni non proprio eccezionali della via, abbiamo calzato i ramponi dal colle alla vetta (circa 8 ore), anche per salire la celebre *fessura Rey* che si presentava bagnata e ghiacciata!
Chapeau al primo salitore, che alla fine degli anni '20, ha superato questo passaggio con soli 3 chiodi (adesso ce ne sono ben 8).
Oggi - sulla cresta - Mikaela ed io eravamo in buona compagnia... insieme a Rudy, Marco C. e Marco F. c'era la combriccola di Leverogne quasi al completo (Germaine, Alexis, Poci, Munio e Duja). Complimenti a tutti per una salita non proprio plaisir come introduzione all'alpinismo!

Materiale: 1 corda da 50 m, 4 rinvii, una serie di friends dal #.5 al #2 Camalot, 1 serie di TCU dal #0 al #3 Metolius, fettucce, casco, ramponi, piccozza.
Esposizione: Est.
Avvicinamento: dal bivacco Gervasutti, in poco più di 1.30 ore su ghiacciaio fino al Col des Hirondelles.
Discesa: lungo la via normale, in circa 3 ore fino al rifugio Boccalatte, quindi sentiero fino a Planpincieux.

Un bel gruppone al bivacco Gervasutti. Tutti diretti alla Cresta Hirondelles? Ebbene sì...
Otto posti per quindici persone... ci si stringe!
Mikaela esce piuttosto provata dalla *fessura Rey*
Dopo la *fessura Rey* abbiamo seguito la via originale a sinistra: normalmente invece si segue la *variante Gobbi* a destra
Anche sulla via originale, comunque, ci sono passaggi interessanti... come questo!
Mikaela si disseta bevendo acqua di scioglimento da un piccolo ruscello.
Uno dei pochi tratti con roccia di buona qualità lungo la cresta.
Classico ambiente d’alta montagna sulla Cresta Hirondelles.
L’ultima crestina rocciosa che conduce al termine delle difficoltà.
Autoscatto in vetta alle Grandes Jorasses.

giovedì 15 marzo 2007

Eiger (parete Nord) - *Heckmair*

Classica vista della Nord del'Eiger dalla Kleine Sheidegg

Dopo anni di attesa, è finalmente arrivato il momento di chiudere il trittico delle celebri pareti nord delle Alpi (Cervino, Eiger, Grandes Jorasses).
Il 15 marzo, con Riccardo, il sogno si è concretizzato. In poco meno di 10 ore (9.57 per la precisione...) abbiamo percorso la classica via della parete nord dell’Eiger, conosciuta anche col nome del suo primo salitore *Heckmair* (1800 m, VI/5 6a M). Le condizioni perfette della parete ci hanno permesso una progressione veloce e le temperature ottimali ci hanno lasciato scalare in pile e guanti leggeri!
Impressioni: un libro aperto di storia dell’alpinismo... una bella via, complessa, lunga, completa, con alcuni tratti molto impegnativi!

Un pensiero, inevitabile, al mio amico Claudio Chiaudano... caduto tragicamente il 16/01/2005, nella parte bassa della parete mentre tentava di accompagnare un cliente.

Materiale: 1 corda da 50 m, 1 cordino in kevlar da 50 m (non utilizzato), 8 rinvii, 4 chiodi da ghiaccio, una serie di friends dal #.5 al #3 Camalot, una serie di TCU dal #0 al #3 Metolius, 4 chiodi da roccia assortiti in fondo allo zaino.
Avvicinamento: in 40 minuti in piano dalla guesthouse di Eigergletscher (raggiungibile in treno da Grindelwald).
Discesa: nelle attuali condizioni, lungo i ripidi pendii nevosi del versante ovest (2.30 ore).

sabato 3 febbraio 2007

Petites Jorasses - Parete Ovest *Omega*

La parete Ovest delle Petites Jorasses si presenta come uno scudo di placche granitiche, su cui si svolgono belle vie di roccia. Appena a sinistra di queste, si trova una linea molto logica ed elegante che in inverno è possibile salire con piccozze e ramponi. Si tratta di *Omega* (750 m, IV/6 M), salita per la prima volta nel 1994 dall'uomo simbolo dell'arrampicata su ghiaccio nel massiccio del Monte Bianco: Patrick Gabarrou.
Oggi, Riccardo O. ed io abbiamo salito questa bellissima via, attualmente in condizioni piuttosto buone, che consentono una progressione veloce e in libera anche sul tratto originariamente salito in artificiale (2 spit da 8 mm in posto).
È possibile effettuare la salita in giornata, partendo molto presto dal Rifugio Leschaux... ma non bisogna perdere troppo tempo se si vuole prendere il treno di Montenvers (ultima corsa alle 16.10).
Per completezza di informazione, i nostri tempi sono stati i seguenti: 1.30 ore dal Rifugio alla base della via, 7.15 ore per salire e scendere la via (15 tiri), 1.30 ora per il rientro a Montenvers...

Materiale: 2 corde da 60 m, una serie di friends dal #.5 al #2 Camalot, una serie di TCU dal #00 al #3 Metolius, 5 chiodi da ghiaccio (3 corti), eventualmente qualche chiodo da roccia e cordino per rinforzare le soste.
Avvicinamento: con gli sci, consigliabile utilizzare come base il Rifugio Leschaux.
Discesa: in doppia lungo la via.

Avvicinamento con gli sci al Rifugio Leschaux.
Rifugio Leschaux... camera con vista!
La linea di *Omega* segue un sottile nastro ghiacciato nel cuore della parete Ovest delle Petites Jorasses.
Undicesimo tiro.
Dodicesimo tiro per Riccardo.
Penultimo tiro: la modesta inclinazione non deve trarre in inganno...
Ultimo tiro, ancora delicato!
La via sbuca sulla cresta, ad una quindicina di metri dalla vetta.
La parete Ovest delle Petites Jorasses: a sinistra l’evidente linea di *Omega*.

domenica 10 settembre 2006

Wendenstöcke - *Caminando*

Una via assolutamente magnifica! *Caminando* (500 m, ED+, 7a+ max, 6c obbl.) è forse una delle vie più famose del Wenden, reputata per la qualità; della roccia, per la lunghezza, per l'omogeneità e per l'ingaggio richiesto (né troppo, né troppo poco...).
Insieme a Riccardo O. abbiamo polverizzato la via in poco meno di 7 ore per salire e scendere in doppia! Difficile trovare parole per descrivere questa esperienza: semplicemente uno di quei giorni in cui fila tutto liscio come l'olio!

Materiale: la via è quasi interamente attrezzata con fix inox Mammut da 10 mm ma è comunque consigliabile una serie di friends dal #.5 al #2 Camalot. Per il resto, 10 rinvii e due corde da 60 m
Esposizione: sud, ad una quota di circa 2500 metri.
Avvicinamento: dalla Wendenalp (raggiungibile lungo una strada privata - 10 SFr. di pedaggio), seguire il sentiero che si alza gradualmente a mezza costa in direzione del Reissen Nollen. Giunti sulla sua verticale, si prosegue lungo una stretta e ripida traccia che conduce alla base della parete Vorbau. Di qui, continuare verso sinistra lungo un sistema di cenge e salire in direzione dell'attacco della via (facile arrampicata e una corda fissa). Avvicinamento molto delicato in caso di temporale! (1.30 ore dalla Wendenalp).
Discesa: in doppia lungo la via fino alla cengia, poi dal bordo destro della stessa giù dritto fino alla base.

Le bellissime rigole del primo tiro.
Secondo tiro... ne restano ancora 15 al termine della via!
A partire dal terzo tiro la parete si drizza per rimanere costantemente verticale/strapiombante (foto R. Olliveri).
Tipico ambiente del Wenden, forte esposizione, verticalità assoluta e calcare perfetto.
La tipica immagine di *Caminando*.
Undicesimo tiro, al bordo dell’unica cengia della parete, sullo sfondo Jungfrau, Mönch e Eiger.
Riccardo firma il libro della via... mancano ancora 6 tiri.
Dopo 6 ore di arrampicata, finalmente in cima alla via.
Le doppie sono piuttosto aeree... meglio conoscere qualche piccola astuzia per non perdere il contatto con la parete.
Vista di una parte (!) della muraglia del Wendenstöcke dalla Wendenalp.

martedì 7 marzo 2006

Eidfjord - *10 years later*


*10 years later*... piccoli piccoli (foto M. Spataro).
Visita di cortesia a Eidfjord, uno dei luoghi con maggior concentrazione di cascate della zona. È sufficiente alzare gli occhi dalla strada per vedere centinaia di cascate che solcano i due versanti della valle. Non esiste documentazione specifica per l'ice-climbing, quindi ci si orienta a naso e si scala in base all'ispirazione e alle condizioni del momento!
Con Anna abbiamo individuato una bellissima linea, piuttosto lunga, formata da due difficili sezioni separate da un lungo canale nevoso (400 m, III/6).
Siamo poi venuti a sapere successivamente che la cascata era stata salita dieci giorni prima dai fuoriclasse sloveni Aljaz Anderle e Klemen Premrl.
Avvicinamento in circa 45 minuti e discesa in doppia su abalakov (da attrezzare).