martedì 19 aprile 2011

Roccia Nera - *Grassi-Bernardi*

L’ombroso versante settentrionale della Roccia Nera (4075 m) presenta un grande diedro molto evidente, solcato da un esile nastro ghiacciato. Si tratta della goulotte *Grassi-Bernardi* (400 m, IV/5 M), tanto conosciuta quanto poco ripetuta. Eppure non ha nulla da invidiare ad alcune tra le goulottes più famose del Massiccio del Monte Bianco. L’unica differenza è che qui non si trova ghiaccio scalinato e soste attrezzate. Lungo la via ci sono solo 3 chiodi di passaggio e 1 nut incastrato: tutte le soste sono da attrezzare su ghiaccio. Attualmente le condizioni dell’itinerario sono abbastanza buone; si passa bene praticamente ovunque tranne qualche breve passaggio con ghiaccio fine. Il ghiaccio comunque si presenta di ottima qualità, sufficientemente poroso per una progressione sicura e non troppo faticosa.
In questa stagione la via è tranquillamente fattibile in giornata con la prima funivia, grazie al completo innevamento della pista *Ventina* che consente di scendere ancora con gli sci ai piedi fino al Breuil.  Per avere un parametro indicativo sulla tempistica, oggi abbiamo impiegato poco più di 8 ore per l’andata e ritorno dal Plateau Rosà... 4.30 ore solo per la via.

Materiale: 2 corde da 60 m, 8 viti da ghiaccio (di cui 2 corte), rinvii, 1 serie di friends dal #.4 al #1 Camalot, qualche chiodo da roccia in fondo allo zaino (non utilizzati).
Esposizione: Nord.
Avvicinamento: impianti di risalita fino al Piccolo Cervino quindi ci si dirige verso il Colle del Breithorn e la Porta Nera. Conviene lasciare gli sci sotto il bivacco Rossi-Volante per riprenderli al ritorno dalla via normale.
Discesa: evidente, lungo la via normale del versante sud. Puntare al bivacco Rossi-Volante quindi riprendere la traccia che conduce al Colle del Breithorn.

Al termine dello scivolo di ghiaccio sopra la terminale

La caratteristica goulotte della parte centrale, un po’ magra ma si passa ancora bene

Ghiaccio poroso su tutto il percorso

Autoscatto in sosta: visibile in alto il tratto di misto dell’ultimo tiro

Penultimo tiro

Ultimi metri prima di sbucare in cima

Dopo aver salito tutta la via all'ombra... finalmente il sole in vetta!

Vista generale della goulotte dalla traversata dei Breithorn

venerdì 11 marzo 2011

La Vierge (Argentière) - *Reve de singe*

Ancora una via di arrampicata nel bacino di Argentière, questa volta insieme a Sergio. Comodo acceso con gli sci, discesa veloce fino alla macchina e temperature più che accettabili per la scalata sono stati gli ingredienti della giornata.
La Vierge è un bel pinnacolo di granito, alto circa 200 metri, che si trova lungo la via normale di salita all’Aiguille d’Argentière. Sulla sua parete sud sono state tracciati diversi itinerari, tutti mediamente difficili. Noi abbiamo salito *Reve de singe* (200 m, ED, 7a max, 6b obbl.), una via firmata Romain Vogler 1985. Tante fessure, pochissimo materiale in posto (6 spit di passaggio + le soste), per un’arrampicata tecnica nella parte bassa e molto atletica in alto (dulfer e incastri).
Una nota sulle relazioni che si trovano in giro: il topo Bassanini non è corretto, manca l’ultimo tiro e non indica di portare serie doppia di friends (indispensabile per non fare i numeri da circo che abbiamo fatto oggi..). Attenzione a non sbagliare l’attacco: la via parte su roccia grigia dall’aspetto non troppo solido (nessun materiale in posto)... il fix nuovo con cordone che si vede a sinistra appartiene al diedro Bettembourg, così come la sosta a fix nuovi che si trova in basso a sinistra rispetto all’originale.
A parte la prima sosta, tutte le altre sono state rinforzate con un nuovo fix inox da 12 mm Petzl.

Materiale: 2 corde da 50 m, 8 rinvii, 1 set di nut piccoli, 1 serie di TCU dal #00 al #3 Metolius, 2 serie di friends dal #.5 al #3 BD, 1 friend #4, 1 friend #5. Portando il friend #5 l’obbligatorio si abbassa considerevolmente, altrimenti 6b obbligatorio con 1 friend #4.
Esposizione: sud, anche se i diedri finali sono esposti a sud ovest... in questa stagione, non aver paura di partire in tarda mattinata per poter beneficiare al meglio dell’irradiazione solare del pomeriggio nella parte alta.
Avvicinamento: in poco più di un’ora dalla stazione superiore della funivia dei Grands Montets.
Discesa: vedi topo, prime due doppie a sinistra dell’asse della via.

La Vierge è la marcata guglia appuntita in centro alla foto
Sergio arriva alla prima sosta
Terzo tiro
Quarto tiro, fessure bellissime! (foto S. Minoggio)
Quinto tiro, il più fisico! (foto S. Minoggio)
Il piacere di arrampicare al sole
Ultimo tiro... la foto si commenta da sola! (foto S. Minoggio)
Ambiente d'alta montagna: Courtes, Droites e Verte dalla cima
Topo

sabato 12 febbraio 2011

Troisième Garde du Plateau - *Les quarantièmes rugissants*

In questo anomalo inizio di febbraio, particolarmente mite, torno dopo quattro giorni nel bacino di Argentière... questa volta a sud, insieme a Rémy. Incredibile constatare come, a distanza di poche centinaia di metri, si possano trovare condizioni perfette per grandi vie di misto e per arrampicare su fantastico granito rosso. Oggi abbiamo salito una via di Michel Piola, non particolarmente lunga ma molto omogenea ed estetica: *Les quarantièmes rugissants* (200 m, 6c max, 6a+ obbl.). Pochissimo materiale in posto lungo la via (4 spit con piastrina piccola Simond e 1 chiodo + le soste) ma ottime possibilità per proteggersi con protezioni veloci quasi ovunque.
Inutile dire che eravamo i soli arrampicatori in zona... tutti con pelli di foca o piccozze e ramponi! Fantastico.

Materiale: 2 corde da 50 m, 8 rinvii, 1 serie di friends #.5 al #3 BD, 1 serie di TCU dal #00 al #3 Metolius, 1 serie di micronuts.
Esposizione: sud, pieno sole.
Avvicinamento: comodissimo con gli sci, in circa un’ora dalla stazione superiore dei Grands Montets. Diagonale alto sotto la nord delle Droites, poi pelli di foca verso il colle di Argentière: la via si trova poco a sinistra del Minaret.
Discesa: in doppia lungo la via.

Comodo avvicinamento con gli sci
Secondo tiro (6b+)... delicato (foto R. Maquignaz)

Rémy spalmato come la Nutella sul pane :) al termine del secondo tiro
Terzo tiro (6c): granito perfetto (foro R. Maquignaz)
Vista dall'alto sul terzo tiro
Quarto tiro per Rémy (6b)
Quinto tiro (6b+), prima in diagonale poi dritto (foto R. Maquignaz)
Ultimo tiro per Rémy
Autoscatto lungo la via con lo sfondo delle Droites e dell'Aiguille Verte

martedì 8 febbraio 2011

Les Droites (parete Nord) - *Ginat*

Gli unici metri in cui affiora il ghiaccio lungo la via (foto S. Minoggio)

Aspettare il momento giusto per salire certe vie premia sempre... oggi è toccato alla *Ginat* (1000 m, V/5) sulla parete nord delle Droites, percorsa insieme a Sergio.
Attualmente la via si presenta in condizioni più che ottime. La quotidiana frequentazione facilita molto la progressione (gradini per i piedi e agganci per le piccozze ovunque!) anche se bisogna fare i conti con un certo traffico verticale :)
Molte cordate partono con le prime luci e terminano la giornata pernottando nel locale invernale del rifugio Couvercle. Nonostante l’avvicinamento e la discesa siano tracciati a piedi, utilizzando gli sci è possibile ridurre drasticamente i tempi di trasferimento. Se poi si utilizza un’attrezzatura leggera (tipo skialp race) il peso da portare sullo zaino lungo la via è veramente contenuto. Con Sergio abbiamo adottato questa strategia e siamo riusciti a percorrere l’itinerario prendendo la prima funivia dei Grands Montets (ore 8.50 da Argentière) e arrivando con un buon anticipo a prendere l’ultimo treno di Montenvers (ore 16.30)! Abbiamo impiegato circa 3.30 ore solo per la via, con un’andatura regolare, costante e senza perdite di tempo... mai di corsa. La discesa si effettua con una decina di doppie in un canale sul versante Sud poi con gli sci su neve discreta (croste di vario tipo) fino al congiungimento con la Vallée Blanche.

venerdì 7 gennaio 2011

Mont de Noua - *Liaisons dangereuses*

Il mio rapporto con il Mont de Noua è abbastanza travagliato. Sono anni che sognavo di ripetere *Liaisons dangereuses* (170 m, V/6+ M R X), aperta da un trio francese di tutto rispetto (Aubert, Damilano e Pallandre). Osservavo ogni dettaglio delle foto pubblicate sulla topo-guida di Damilano stesso, cercando di capire quanto fosse impegnativo quell’A3 menzionato in relazione. Avevo poi un certo timore reverenziale nei confronti della coppia Damilano-Pallandre, di cui avevo già ripetuto la difficile *Tchao Félix* in Valeille...
Più volte mi sono recato ai piedi del Mont de Noua  senza però riuscire a combinare nulla. Una volta addirittura, con Nicolas, siamo saliti al buio per iniziare a scalare con le prime luci (la cascata è esposta al sole)... appena si è potuto vedere qualcosa, abbiamo alzato gli occhi constatando che la grande stalattite osservata il giorno prima con ghiaccio azzurro era crollata tutta!!!
Un’altra volta, con Anna, stufo di fare l’avvicinamento a vuoto, abbiamo effettuato la prima salita della linea evidentissima appena a sinistra di *Liaisons...*: il risultato è stato un itinerario difficile e ingaggioso ma molto meno pericoloso! L’abbiamo battezzato *Hot spring*, in onore delle sorgenti di acqua calda visibili qualche centinaio di metri più in basso :)
Quest’anno non mi era ancora comparso il tarlo di *Liaisons...*, fino all’altro giorno. Stavo scendendo in macchina da La Thuile quando, per una coincidenza fortuita, ho alzato lo sguardo verso la cascata nel momento in cui qualcuno stava uscendo dalla grande stalattite centrale. Un flash. Macchina ferma. Binocolo. Telefonata immediata ad Arnaud (con cui avevo condiviso un tentativo arenatosi direttamente al piazzale di Pré Saint-Didier con temperature tropicali). “Una cordata sta uscendo da *Liaisons...*, domani sei impegnato?”... “Dovrei avere un cliente ma non credo ci siano problemi a rimandare, a che ora ci vediamo?”. Voilà.
Nel pomeriggio vengo a sapere che quel qualcuno si chiama Thierry Renault! Pazienza, la prima ripetizione ci è stata soffiata da una cordata francese... ma siamo onorati comunque di poter seguire le orme di un personaggio che ha indubbiamente scritto (in maniera discreta, peraltro) pagine importanti di storia dell’alpinismo moderno sul Monte Bianco!
La salita è filata via senza nessun intoppo. Abbiamo trovato condizioni molto più favorevoli che in apertura... che ci hanno permesso una salita in libera anche sul tratto originariamente valutato A3.
E un bel sospiro di sollievo dopo aver superato la pericolosa stalattite centrale, che segna la fine delle difficoltà psicologiche ma non di quelle tecniche...

Materiale specifico: oltre alla normale dotazione da cascata, serve una serie di friends dal #.3 al #1 BD. Eventualmente una piccola scelta di chiodi da roccia (non utilizzati). L’itinerario non presenta praticamente materiale il posto. Si tratta di una salita ingaggiosa anche per questo motivo... la speranza è che rimanga tale, quanto meno per rispetto nei confronti della prestazione degli apritori. L’utilizzo del fix su un terreno di questo tipo altererebbe completamente il valore della salita...

Arnaud sul primo tiro
Secondo tiro... bon voyage! (foto A. Clavel)
Attimi di paura e concentrazione, sensazioni indescrivibili (foto A. Clavel)
Arnaud impegnato sul traverso sopra la grande stalattite: all’inizio...
... e alla fine
Vista generale del Mont de Noua: in centro *Liaisons dangereuses*, a sinistra *Hot spring*