giovedì 13 agosto 2026

Eiger - Parete Nord *Löcherspiel*

 

Quarto tiro della via (6b+), in diagonale verso sinistra.

Caldo anomalo a tutte le quote significa normalmente che sulla parete Nord dell'Eiger ci sono buone condizioni per le vie di roccia. Quest'anno però non siamo stati particolarmente fortunati, perché la via che volevamo scalare si presentava bagnata su troppi tiri; non ho ben capito se fosse dovuto al temporale della sera prima oppure a risorgenze importanti innescate dalla fusione dei ghiacciai in alto. Salendo sulla nuova (almeno per me) funivia Eiger Express, il piano della giornata è stato quindi rapidamente convertito in un'alternativa che avevo in mente da un po' di anni: ventisei anni, per la precisione, ovvero il tempo trascorso da un tentativo che avevo fatto insieme a Mathias Bastrenta, compagno di tante avventure sulle pareti delle Alpi Occidentali e Svizzere. Erano i primi giorni di settembre del 2000 e ci eravamo avviati in territorio elvetico per una tre giorni di arrampicate. Come prima tappa avevamo scelto la famigerata Eigerwand, curiosi entrambi di toccare con mano quel calcare che sembrava misteriosamente di ottima qualità. Dalle informazioni che avevamo, c'era una via non troppo difficile e non troppo lunga adatta per un primo approccio con la parete: *Löcherspiel* (370 m, 6c max, 6b+ obbl.), queste sono le caratteristiche attuali, allora erano 6b max e 6b (expo) obbligatorio, con una chiodatura ridotta all'essenziale. Purtroppo non eravamo riusciti a procurarci una relazione dettagliata, pubblicata sulla prima edizione (1989) ormai introvabile della guida "Schweiz Extrem"; avevo acquistato la seconda edizione del 1994 sperando di trovare recensita anche l'Eiger ma - inspiegabilmente - era stata esclusa. Forti dell'esuberanza giovanile e della fresca esperienza su tante vie difficili dell'arco alpino (*Voyage selon Gulliver *e *Echo des Alpages* sul Grand Capucin, *Empire State Building* al Clocher du Tacul, *Étoiles Filantes* alla Tour des Jorasses, *Les Ailes du Désir* sulla Sud dell'Aiguille du Fou e la prima ripetizione di *Allargate i vostri orizzonti* all'Anciesieu solo per citare le più significative di quell'estate), ci siamo avviati verso l'attacco di *Löcherspiel* piuttosto baldanzosi. Trovare l'attacco della via non è stato particolarmente difficile perchè allora non erano presenti altri itinerari su quella porzione di parete. Un po' più complicato invece è stato individuare il percorso, senza un topo esplicativo. Siamo saliti navigando sul calcare (fortunatamente della buona qualità sperata) da spit a spit cercando di identificare quello successivo - chiaramente lontanissimo - fino ad un punto in cui avremmo dovuto piegare a sinistra ma non lo sapevamo. Non siamo più riusciti a vedere alcuna protezione fissa in parete, neanche molto più in alto, per cui ci siamo calati con la promessa (forse) di tornare con informazioni più precise. Delusi ma consapevoli di aver ricevuto una giusta lezione di umiltà, ci siamo avviati verso i più solari Wendenstöck ed Eldorado (Grimsel) dove abbiamo poi salito - fortunatamente senza intoppi - rispettivamente *La voie du frère* e *Hirnriss*.
Piccola storia di esperienze di gioventù. È interessante poi tornare sui propri passi tanti anni dopo (più di un quarto di secolo) per rivivere quelle giornate e completarle con gli elementi che allora mancavano.
Insieme ad Alessandra, anche lei ormai veterana della parete dopo cinque vie percorse all'ombra dell'Orco, abbiamo scalato *Löcherspiel* nella sua versione moderna, ovvero dopo il restyling operato dallo stesso apritore (quel Daniel Anker che spesso compare anche accanto al nome di Michel Piola in aperture importanti su pareti alpine) nel 2018 a trent'anni esatti dalla prima salita. In quell'occasione erano stati sostituiti i vecchi fix, aggiunti alcuni punti nei tratti più expo e rettificata l'uscita con due nuove lunghezze di 6c che aggiungono la cosiddetta ciliegina sulla torta ad una via particolarmente piacevole e omogenea. Attenzione, non si tratta di una richiodatura seriale; il carattere della via rimane piuttosto severo; nonostante i gradi sulla carta siano contenuti occorre sapersi muovere con disinvoltura sul 6b/c per gestire la progressione in tranquillità e sicurezza.
A metà via, si attraversa una grande cengia detritica dove è imperativo gestire la progressione in corda corta senza trascinare corde e zaini in quanto si rischierebbe di bombardare eventuali cordate presenti nella parte bassa.
Per il resto, la via è molto bella e si scala sempre su calcare di buona qualità, costellato di buchi di ogni dimensione che ricordano vagamente quelli del Wenden. Avvicinamento e discesa  relativamente brevi in scarpe da approach contribuiscono sicuramente a rendere questa via una bella opportunità per le torride giornate estive.

Materiale: 1 corda da 60 m + 1 cordino per recuperare lo zaino, 12 rinvii (di cui 2 allungabili), 1 set di friend da #.3 a #2 C4 BD, 1 carrucola, casco.
Esposizione: Nord Nord Ovest, sole nel tardo pomeriggio.
Avvicinamento: a piedi da Eigergletscher percorrendo in discesa il primo tratto dell'Eiger Trail per poi abbandonarlo e deviare a destra in salita verso la ferrata del Rotstock. Dopo la prima serie di scalette si giunge su una grande cengia. Ci si dirige quindi a sinistra (ometti) verso la base della parete. Al termine di una serie di corde fisse che conducono sulla cengia più alta a sinistra, si raggiunge l'attacco della via. Calcolare circa 45 minuti da Eigergletscher.
Discesa: a piedi lungo il versante Ovest, calcolare una mezz'oretta abbondante fino alla stazione Eigergletscher.

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