Tra le pareti di fondovalle nella Haute-Savoie, La Maladière occupa sicuramente un posto di spicco. Per quanto mi riguarda, si tratta forse della più interessante dal punto di vista tecnico. Un po' meno se si considera il contesto, visto che si arrampica a picco sul casello autostradale di Cluses. Se però si riesce a chiudere un occhio sullo sfondo e ci si concentra sulla scalata, le soddisfazioni non mancano.
Dopo un po' di anni, sono tornato su questa parete per scalare una delle ultime (si fa per dire, visto che ormai hanno una decina di anni) creazioni del maestro Michel Piola. Nel 2021 avevo percorso la *Nouvelle Voie Piola n. 4* con Remy, oggi invece è toccato alla *Nouvelle voie Piola n. 1* (300 m, 7b max, 6c obbl.) con Alessandra. Purtroppo, per ora, questi itinerari non hanno un nome vero e proprio e compaiono relazionate con questa dicitura anonima; sono sicuro però che il buon Michel le ha battezzate come si deve e prima o poi verrà svelato il mistero.
A parte questo dettaglio, la via è molto bella e merita assolutamente una ripetizione. Si tratta di un lungo e complesso viaggio tra le porzioni strapiombanti della parte destra, sempre alla ricerca delle sezioni (relativamente) più logiche e semplici. È vero, vengono incrociate molte altre vie ma se si presta attenzione al materiale in posto non ci si può sbagliare. Sulla via in questione si trovano solo fittoni resinati; tutte le altre vie adiacenti sono invece attrezzate a fix, salvo qualche raro caso che però viene chiarito semplicemente consultando il seppur scarno tracciato fornito dall'apritore sulla sua pagina FB.
Ne risulta un percorso di 12 tiri di corda, straordinariamente omogeneo sul 6c/+ con qualche breve sezione più facile e qualche puntata sul grado 7; un bel test di resistenza per arrivare ancora freschi all'ultimo boulderino prima di collegarsi agli ultimi metri di *Indiana Jaune*.
Non esistendo un topo ufficiale del chiodatore, si trovano in rete molte informazioni ma non sempre concordanti. Per aumentare la confusione, aggiungo anch'io la mia personalissima valutazione frutto di una salita interamente in libera, nella speranza di creare un quadro più completo. L1: 6a, L2: 6b+, cengia, L3: 5b, L4: 6c+, L5: 6b+, L6: 6c+, L7: 6c+, L8: 7a+, L9: 6b+, L10: 6c, L11: 6c+, L12: 7a
Materiale: corde da 60 m, 14 rinvii.
Esposizione: Sud Ovest, il sole arriva nel primo pomeriggio.
Avvicinamento: dal parcheggio lungo la Route du Sappey, seguire a piedi la strada sterrata che sale verso invicativamente verso Ovest. Al primo bivio, lasciare la principale per imboccare a sinistra una pista più dissestata che si addentra nella vegetazione. Seguirla prima in salita poi con qualche saliscendi fino ad una deviazione in una piccola radura; dirigersi quindi verso sinistra e raggiungere l'inizio del sentiero che conduce alle doppie di *Les Tropiques* (cartello su albero). Calcolare poco meno di una mezzoretta.
5 calate depositano alla base della parete. Scendere quindi a piedi verso Sud su una traccia di sentiero che conduce sulla verticale dell'estremità destra della "Vire des Anges". Un breve mancorrente segna l'inizio della via (grosso anello resinato). È consigliabile portarsi scarpe adeguate per camminare alla base della parete, che poi possono essere stoccate in uno zainetto da recuperare.
Discesa: dal termine della via, percorrere a piedi la traccia verso Nord che riporta nei pressi dell'inizio delle calate e, da qui, nuovamente al parcheggio.
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Secondo tiro (6b+), un allungo in partenza.
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Arrivo in sosta sul quarto tiro (6c+).
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Il traverso a sinistra al termine del corto quinto tiro (6b+).
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Sesto tiro (6c+), partenza non difficile poi sezione molto tecnica di dita verso sinistra più in alto.
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Vista dall'alto sulla parte finale del sesto tiro.
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Settimo tiro (6c+), roccia molto bella a gocce.
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Ottavo tiro (7a+) con una breve sezione molto intensa sulle dita.
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Ottavo (7a+) e nono (6b+) tiro facilmente concatenati per evitare la sosta sotto il tetto prima del traverso.
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Decimo tiro (6c), ancora fisico ma fortunatamente su buone prese.
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| Partenza molto intensa del dodicesimo tiro (7a), con un traverso molto delicato verso destra. |