venerdì 3 agosto 2012

Punta Androsace - *Maudit blues*

A volte non è sempre bello tornare a ripetere vie già percorse in passato... oggi è stato il caso di *Maudit blues* (300 m, ED, 6c max, 6b obbl.) sul pilastro dell'Androsace. Il livello del ghiacciaio, in poco più di dieci anni, si è abbassato di parecchi metri lasciando spazio a roccia non proprio di ottima qualità. Si passa lo stesso, senza peraltro cambiare l'impegno della via, però l'impressione rimasta è quella di un lento processo degenerativo destinato a mutare considerevolmente l'aspetto delle montagne. Vabbè, piccolo momento di riflessione... :-)
Per quanto riguarda la via, invece, nulla di particolare da segnalare: sempre bella la seconda metà che si articola su un bellissimo granito rosso... un po' meno la prima parte su roccia grigia a volte non proprio béton.

Materiale: 2 corde da 60 m, 8 rinvii, 1 set completo di friends C3 + C4 BD fino al #3 C4, casco.
Esposizione: Est.
Avvicinamento: in poco meno di 1.30 ore da Punta Helbronner.
Discesa: in doppia lungo la via.

In corrispondenza dell'attacco, il ghiacciaio si è abbassato molto (rispetto a qualche anno fa)

A partire dal quinto tiro (6c) la roccia diventa di ottima qualità!

Vista generale del pilastro dell'Androsace

mercoledì 1 agosto 2012

Aiguille du Moine - *Miss tique*

Un angolo di Monte Bianco assai poco frequentato dagli arrampicatori: l'Aiguille du Moine. Sarà per l'accesso non proprio rapido, sarà perchè proprio di fronte si trova il paradiso roccioso dell'Envers des Aiguilles... credo più che altro che il motivo di tale solitudine sia principalmente la mancanza di adeguate e complete topo-guide. Eppure le vie ci sono... e pure belle! Basta solo aver voglia di camminare un po' di più.
Ero già stato nel 2008 insieme ad Ale sul versante Ovest del Moine per salire una delle vie più belle del massiccio: *Sale athée*. Oggi sono tornato insieme a Riccardo sul versante Sud Est, dove abbiamo invece scalato una via di R. Vogler & C. datata 1992: *Miss tique* (400 m, ED, 6c+ max, 6b obbl.). Si tratta di un bell'itinerario di 11 lunghezze che percorre una serie di eleganti pilastri di roccia solidissima: solo l'ultimo tiro, raramente percorso, presenta alcuni blocchi instabili in partenza.
Attenzione alle valutazioni originali delle difficoltà: sostanzialmente corrette per i tiri più difficili ma assai strette per quelli più facili... Complessivamente, quindi, la via risulta molto più omogenea di quanto possa apparire dalla relazione. Sicuramente da fare!

Materiale: 2 corde da 60 m, 8 rinvii, 1 set completo di friends C3 + C4 BD fino al #3 C4, fettucce, casco.
Esposizione: Sud Est, al sole dalle 7.30 alle 13.30.
Avvicinamento: in circa 40 minuti dal rifugio Couvercle, prima lungo tracce di sentiero poi su ghiacciaio. Attualmente la terminale è in buone condizioni e permette di raggiungere bene la roccia.
Discesa: in doppia lungo la via.

Avvicinamento al rifugio

Il nuovo rifugio Couvercle... in posizione estremamente panoramica

La parete SE del Moine: la freccia rossa indica l'attacco originale della via

Secondo tiro (6c), fantastico!

Vista dall'alto sul secondo tiro

Terzo tiro (6c+), molto tecnico

Settimo tiro, solo 6a... ma con i fix a distanza chilometrica!

Nono tiro (6b+), bellissimo finger crack seguito da alcuni movimenti tecnici in placca


Ultimo tiro: qualche blocco instabile in partenza poi diedro fessurato molto bello

Riccardo posa al termine della via con lo sfondo della parete nord delle Grandes Jorasses

domenica 29 luglio 2012

Parete del Disertore - *Orcoidea selvaggia*

La Parete del Disertore, proprio di fronte al più celebre Sergent (Valle dell'Orco), è una classica meta estiva grazie alla sua esposizione all'ombra. La via più conosciuta del settore è senza dubbio *Totem bianco*, salita quasi vent'anni fa insieme a mio padre... prima via in assoluto per me in Valle dell'Orco. Da allora non sono più tornato su questa parete, onestamente non so neanch'io perchè :-)
Oggi, per fuggire dalla calura estiva, abbiamo salito una via del forte fessurista local R. Perucca che corre a sinistra del *Totem bianco*: si tratta di *Orcoidea selvaggia* (150 m, 7b max, 6b+ obbl.). Itinerario piuttosto vario e con difficoltà omogenee, tranne un breve tratto molto intenso valutabile intorno al 7b: il passo si può azzerare senza troppi problemi... anche se in apertura hanno ricorso ad un artifizio poco etico (piccolo foro nella roccia per il cliff). Sottigliezze :-)
Abbiamo poi finito la giornata salendo i bellissimi primi tiri di *Ti ho perso cavallino ma non ti dimentico* (6b+) e di *Paris-Texas* (6b)... due belle lunghezze in fessura, interamente da proteggere.

Materiale: 2 corde da 50 m, 10 rinvii, 1 set di friends da #.3 a #2 BD C4, casco.
Esposizione: Nord, al sole solo nel tardo pomeriggio.
Avvicinamento: evidente, dal piazzale del Sergent attraversare il Torrente Orco e salire lungo una grande pietraia verso la parete. 15 minuti.
Discesa: con tre doppie lungo la via.

Primo tiro di *Orcoidea selvaggia*

Partenza del terzo tiro

Ultimo tiro: un bel muretto tecnico a tacche (6b)

Primo tiro di *Ti ho perso cavallino ma non ti dimentico* (6b+)

Primo tiro di *Paris-Texas*, un bel fessurino di 6b (stretto)

Vista generale della Parete del Disertore

giovedì 26 luglio 2012

Wendenstöcke - *Sternschnuppe*

Rapida puntata in Wendenstöcke, approfittando dell'alta pressione sulle Alpi (ormai merce rara in quest'estate!), dove abbiamo salito quella che è stata definita "la Silbergeier dei poveri" ovvero *Sternschnuppe* (400 m, 6c+ max, 6b+ obbl.). Roccia super dal primo all'ultimo metro della via, su difficoltà non estreme ma con chiodatura a tratti abbastanza rarefatta: questione di scalare con la mente rilassata per poter godere appieno della scalata. Comunque, sui passi più impegnativi e dove serve i fix ci sono sempre...
Simpatico il commento di R. Vigiani incontrato alla Wendenalp: "io Silbergeier l'ho fatta... ma cosa vuol dire Silbergeier dei poveri??" :-)

Materiale: 2 corde da 60 m, 10 rinvii, 1 set di friends dal #.3 al #1 C4 BD, casco.
Esposizione: sud.
Avvicinamento: in poco meno di 1.30 ore dal piazzale della Wendenalp lungo una traccia relativamente comoda (ripida nella parte finale).
Discesa: le prime due doppie lungo la via, poi giù dritti lungo la nuova *Transocean*.

Prima sosta della via... solita attrezzatura bizzarra sfizzera

Secondo tiro: si nota già il carattere della via

Terzo tiro per Ale: un (relativamente) facile traverso verso destra... chiodatissimo :-)

Roccia spettacolare su tutti i tiri!

No comment...

Parte centrale della via

Penultimo tiro della via

Solito autoscatto in cima

Curiosità n°1: questo era il sistema (purtroppo non molto etico) con cui chiodava dal basso il buon Kaspar Ochsner, visibile sull'ultimo tiro della via ma ancor meglio su *Caminando*

Curiosità n°2: il celebre coperchio di latta che segna l'inizio di *Sternschnuppe* e di *Patent Ochsner*

Rientro a piedi, con la parete alle spalle

Lungo rientro in auto: qui siamo al Colle del Gran San Bernardo

domenica 22 luglio 2012

Grivola - Cresta Nord

Non si può dire che la Grivola sia una montagna fortunata: per soli 32 metri non raggiunge la fatidica quota 4000 m, inoltre la roccia che la compone è un condensato di sfasciumi più unico che raro :-)
Eppure, vista da lontano suscita una certa ammirazione... soprattutto il versante Nord composto da due pareti distinte, separate da una linea che il buon Giancarlo Grassi aveva definito "la scimitarra". Si tratta appunto della Cresta Nord (700 m, AD), salita nel lontano 1879, senza particolari difficoltà tecniche ma dotata di un'estetica particolare (ovviamente da lontano). Dopo anni passati ad osservarla dal fondovalle, oggi sono riuscito ad andare a curiosare da vicino.
Già l'accesso non è dei più comodi: esistono due possibilità, entrambe complicate (bivacco Gontier oppure bivacco Balzola). Noi abbiamo optato per il pernottamento al bivacco Balzola (raggiunto in 4 ore da Crétaz) seguito da una discesa delicata ma non estremamente complicata sul ghiaccio della Grivola per concludere la salita della Cresta Nord dopo 3 ore dalla partenza dal bivacco.
Terreno misto classico con condizioni piuttosto secche nella facile parte bassa e lingue di neve dura a facilitare la progressione nella parte alta più ripida.
La discesa per la via normale è qualcosa di indescrivibile... un terreno relativamente facile ma molto delicato, soprattuto in presenza di altre cordate! Qualche bollo giallo e qualche ometto facilita la progressione ma occorre comunque avere un po' fiuto per trovare il percorso più facile.

Materiale: 1 corda da 40 m, 1 vite da ghiaccio, 2 friends (#.5 e #.75 C4 BD), qualche moschettone, fettucce, casco, piccozza e ramponi.
Esposizione: Nord, ma sempre al sole.
Avvicinamento: due accessi possibili, dal bivacco Gontier (privato) oppure dai bivacchi Gratton-Balzola. In entrambi i casi... eterno! Noi abbiamo pernottato al Bivacco Balzola e siamo scesi sul ghiacciaio della Grivola seguendo il percorso indicato in una delle foto successive (corda corta e 2 doppie da 20 metri su spuntoni attrezzate con un cordone rosa).
Discesa: lungo la via normale, terreno facile (sfasciumi) ma molto delicato.

Bivacco Gratton pieno... proseguiamo per il bivacco Balzola

Il pendio di sfasciumi che conduce al bivacco Balzola

Bivacco Balzola... apparentemente vuoto, ma già occupato da due ragazzi piemontesi!

Ultime luci, con lo sfondo del Monte Bianco, al bivacco Balzola

Vista mattutina sulla Grivola: a sinistra la Cresta ENE, a destra la Cresta N

Piccolo topo della discesa dal bivacco Balzola verso ovest sul Ghiacciao della Grivola

Prima parte facile della Cresta Nord

Man mano che si sale la pendenza aumenta

Terreno misto facile sulla Cresta Nord

Ale sulla vetta della Grivola, che per soli 32 metri non raggiunge quota 4000

Discesa lungo la via normale: il festival degli sfasciumi :-)

Rientro lungo il Ghiacciao del Trajo, con la via normale di discesa alle spalle