giovedì 28 aprile 2022

Skialp '22 - Valgrisenche e Aiguille d'Argentière

Salendo verso le Plattes des Chamois, prima di effettuare la lunga traversata in cresta fino alla Grande Sassière.
In salita verso l'Aiguille d'Argentière.

La stagione invernale '21-'22 non passerà di certo agli annali come particolarmente ricca di neve, anzi! Credo che possa essere annoverata tra le peggiori degli ultimi anni.
Per quanto riguarda la Valle d'Aosta, si è salvato solo parzialmente il confine italo-francese (Valgrisenche - La Thuile - Montr Bianco) e quello italo-svizzero (Gran San Bernardo). Anche in queste zone comununque non si sono registrati quantitativi di neve particolarmente abbondanti; semplicemente erano le uniche zone in cui era presente neve al suolo per sciare.
Con queste premesse è stato facile scegliere il terreno d'azione per i moduli di scialpinismo del corso di formazione per le guide alpine valdostane prima e successivamente per il corso propedeutico alla professione di guida alpina. Solo un giorno, per variare un po' gli scenari, siamo andati sul Massiccio del Monte Bianco (Aiguille d'Argentière per la precisione). In realtà abbiamo dovuto anche fare i conti con le condizioni meteo non particolarmente stabili ma tutto sommato siamo riusciti a fare una dignitosa attività.
Il racconto con le immagini rende sicuramente meglio l'idea piuttosto che una lunga descrizione, motivo per cui ho raccolto tutto in un album, visibile al seguente link.

GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO

mercoledì 6 aprile 2022

Pilier des Coccinelles (Némiaz) - *Bubu pas Bobo*

Trasferta poco al di là del confine per curiosare qualche novità arrampicatoria nel Vallese centrale. Ero già stato a scalare nella falesia di Némiaz, poco a monte di Chamoson, e ricordavo che in zona era presente anche un pilastro con qualche via di più tiri. Il recente restyling del sito 8abloc.ch mi ha poi ricordato la relazione redatta con precisione dall'autore e chiodatore J.M. Porcellana. Si tratta del Pilier des Coccinelles, dove corre una via di 4 tiri chiamata *Bubu pas Bobo* (140 m, 7a+ max, 6c+ obbl.) e qualche variante a destra e a sinistra. La quota modesta e la favorevole esposizione al sole ne fanno una meta prettamente invernale; in estate tutta la zona è caldissima, meglio lasciar perdere.
La via si insimua tra le pieghe della parete alla ricerca della linea più semplice e della roccia migliore; è un calcare molto particolare, a strati lievemente diagonali, con qualche rara concrezione. Il grosso problema della parete è probabilmente la vicinanza (a destra) di un canale preferenziale di scarico in caso di forti piogge. La roccia sui primi tre tiri risulta purtroppo ricoperta da un fastidioso strato di sabbia, complice anche la scarsa frequentazione, come testimoniano l'assenza di segni di passaggio e le ragnatele nei fori delle piastrine. La roccia migliore e più pulita si trova sul difficile ultimo tiro: una placchetta grigia leggermente appoggiata con una sezione complicata da impostare a vista (per quel grado). Come al solito, una volta trovata la soluzione, appare tutto più semplice.
Nel complesso, mi sentirei di consigliare la via solo se fosse più frequentata (e pulita). E magari per buttare un occhio sul 7b+ (immagino sia stretto anche questo) di *L'appel au large* che offre una scalata strapiombante di ampio respiro su roccia di ottima qualità.

Materiale: corde da 60 m, 18 rinvii (solo per L3).
Esposizione: Sud, invernale.
Avvicinamento: evidente, in 5 minuti dall'ampio piazzale situato qualche centinaio di metri prima del tornante.
Discesa: in doppia lungo la via, meglio se utilizzando la sosta di *L'appel au large* (nel caso, moschettonare qualche punto nella calata successiva).

Il Pilier des Coccinelles visto dal parcheggio.

Vista dall'alto sul secondo tiro, un 6b molto alpino.

Quarto tiro (7a+ bello stretto) con una sezione non semplice da impostare a vista ma su calcare di ottima qualità.

Doppie aeree lungo la variante *L'appel au large* (che pare molto bella).

Il topo della via, estratto dal sito 8abloc.ch

lunedì 28 febbraio 2022

Vallone di Planaval - *La Jolie Rochère* (prima salita)

Il Vallone di Planaval, situato sul versante sinistro idrografico della Valle d'Aosta, a monte dell'abitato di La Salle non è certamente uno dei più conosciuti dagli appassionati di arrampicata su ghiaccio; anzi. Esistono alcune cascate di media difficoltà, situate non lontano dal termine della strada carrozzabile e relazionate anche sulla guida Effimeri Barbagli ma solo raramente frequentate. Una tra queste, quasi sempre formata grazie all'esposizione e alla quota favorevoli, è un piccolo gioiellino particolarmente indicato per un corretto approccio alla disciplina: difficoltà progressive, ambiente solitario pur trovandosi a bordo strada, assenza di pericoli oggettivi. Si tratta de La Jolie Bergère, dal nome del vicino ristorante (di qualità) situato al termine della strada.
È proprio il nome di questa cascata ad averci ispirato per battezzare una probabile nuova linea di ghiaccio e misto scovata qualche centinaio di metri più a monte delle cascate più evidenti e a circa tre quarti d'ora di cammino. La Jolie Rochère (130 m, II/4 M5) vuole anche ricordare che ci troviamo di fronte al ripido versante orientale della Grande Rochère, classica gita di scialpinismo per sciatori evoluti.
Va detto che uno dei motivi per cui tutta la zona non è molto frequentata nella stagione invernale è senza dubbio il pericolo valanghe che, in annate “normali”, è spesso elevato. Quest'anno, complice lo scarso innevamento, Planaval è stata rivalutata e esplorata maggiormente anche dai non locals.
La linea in questione, salita il 28 febbraio, si trova sul lato di un canalone e presenta un'esposizione quasi settentrionale al riparo dal sole. Non oppone elevate difficoltà tecniche, né su ghiaccio né su misto, pertanto potrebbe essere appetibile per un vasto pubblico. Un minimo di spirito d'avventura è comunque necessario, considerato che le soste (tranne l'ultima) sono da attrezzare e che non si trova materiale in posto su tutto l'itinerario. Le sezioni di misto sono ben proteggibili con viti da ghiaccio; solo l'ultimo tratto di roccia richiede un po' di attenzione a causa della qualità piuttosto scadente. Con un po' di esperienza si riesce comunque a proteggere con alcune protezioni veloci. Due doppie rettilinee riportano velocemente alla base.
Solitudine assicurata, tranquillità assoluta; buon divertimento.

Materiale: corde da 60 m, viti da ghiaccio, una piccola scelta di friends medio-piccoli. Nessun materiale di progressione in posto ad eccezione delle calate, come da topo.
Esposizione: Nord Ovest, al riparo dal sole.
Avvicinamento: percorrere a piedi o con gli sci il fondo del vallone, puntando ad un evidente alpeggio. Oltrepassarlo e dirigersi a destra (salendo)verso l'imbocco del canalone che ospita l'evidente linea di ghiaccio e misto. Circa 45 minuti da Planaval.
Discesa: con due calate attrezzate come da relazione.


Il topo della via.

Remy sul primo tiro (WI4).

Partenza sul secondo tiro (WI3 M4) (foto R. Maquignaz).

Remy mi raggiunge alla seconda sosta.

Terzo tiro (M5).

Roccia delicata sull'ultimo tiro (foto R. Maquignaz).

Vista sulla parte alta della conca di Planaval dal termine della via (foto R. Maquignaz).

venerdì 11 febbraio 2022

Dolomiti - ice tour '22

Grazie al modulo di valutazione di arrampicata su ghiaccio, nell'ambito del corso di formazione professionale per le guide alpine della Valle d'Aosta, sono riuscito a fare la consueta visita invernale in Dolomiti. Le condizioni per le cascate di ghiaccio non sono ottimali ma comunque un po' meglio di quelle a Ovest dell'Arco Alpino.
Il terreno dolomitico si presta molto bene per una valutazione a tutto tondo sulle tecniche di ghiaccio e misto, offrendo un parco giochi che spazia dalle facili colate adatte all'iniziazione fino alle linee più ardite di misto moderno (sia "sportivo" che "trad"). Potendo scegliere la base logistica, consiglio la zona di Corvara, abbastanza centrale per qualsiasi movimento da Sud a Nord, con al massimo 1/1.30 ore di auto.
In (purtroppo) soli quattro giorni di permanenza abbiamo salito le seguenti linee:

  • *Brivido sottile* (120 m, I/5) a Colfosco;
  • *Spada di Damocle* (120 m, I/5) a Colfosco;
  • *Spitzborscht* (130 m. II/5 M8) a Braies;
  • *Hruschka* (500 m, III/5 M4) a Colfosco;
  • *Osiride* + *Ringo* (150 m, II/5 M10) a Gares.

Il conosciutissimo muro di Colfosco con le sue perle ghiacciate.

*Brivido sottile*, quest'anno in condizioni molto secche, si presta per un bel test di arrampicata mista (ghiaccio fine, drytooling).

Una linea perfetta di misto che nasce dal cuore di un muro verticale dolomitico: *Spitzborscht*, a Braies.

Primo tiro di *Spitzborscht*, quest'anno più secco del solito ma molto divertente.

Il caratteristico free-standing di *Spitzborscht*, che si raggiunge dopo una sezione rocciosa di M8, resa più difficile quest'anno dalla carenza di ghiaccio.

Il giorno dedicato alle goulottes, siamo andati a curiosare una bella linea di camini, aperta nella stagione estiva ma rivisitata con maggior successo nella stagione invernale: *Hruschka*, tra Colfosco e Passo Gardena.

Sezioni di ghiaccio e misto si nascondono nelle pieghe della parete, assolutamente invisibili dal basso.

Ancora un'immagine suggestiva della goulotte *Hruschka*.

Val di Gares, vista sul primo tiro della classica *Tre per tre*.

*Osiride*, primo tiro (M9+ originale, forse più corretto M10 anche in relazione alla vicina *Ringo*).

E un giro su *Ringo* non si nega a nessuno...

martedì 19 ottobre 2021

Planaval - *La fête du village* (richiodatura completa)

*La fête du village* (200 m, 6a max, 5c obbl.) è una via che avevo aperto ormai 15 anni fa insieme ad Ilaria Iemmi. All'epoca ero rimasto stupito di come potesse essere bella la roccia su quella parete ben visibile da Planaval ma dall'aspetto tutt'altro che invitante. Nel corso degli anni si è rivelata molto gettonata da appassionati e colleghi guide alpine, anche d'oltralpe, in quanto si presta bene per una bella giornata di arrampicata in un contesto molto piacevole. Le difficoltà contenute ma continue ne hanno decretato il successo. L'unico difetto, oltre all'incognita dell'acqua sulle ultime due lunghezze (facilmente verificabile dal paese), era rappresentato dalla chiodatura, ancora in discreto stato ma posizionata ad intervalli troppo lunghi per il livello medio della via. Alcuni tiri, inoltre, erano troppo lunghi e non consentivano una corretta comunicazione tra i componenti della cordata. Alla luce di tutte queste osservazioni, mi sono convinto a rivedere completamente l'attrezzatura dell'itinerario per renderlo percorribile ancora a lungo e magari con più successo.
Ora è possibile salire (e scendere) con una corda singola da 60 metri. Le soste sono posizionate in maniera più oculata e consentono di rimanere quasi sempre a vista. Tutto il materiale originale è stato rimosso e sostituito con solido e duraturo inox 316L (A4): tasselli MKT BZ Plus M12 x 110 mm, placchette e gruppi sosta VE (Vertical Evolution).
Come sempre, grazie ad Alessandra e ad Anna per la pazienza durante i lavori di richiodatura. Buona scalata a tutti!

Materiale: 1 corda da 60 m, 10 rinvii.
Eposizione: Sud ad una quota di circa 1800 m
Avvicinamento: da Arvier, risalire la Valgrisenche fino a raggiungere il bivio sulla destra per Planaval. Oltrepassato il villaggio, la strada compie due tornanti, il primo a sinistra e il secondo a destra. In corrispondenza del secondo è possibile lasciare l’auto a bordo strada per incamminarsi a piedi in piano lungo una strada in disuso con fondo erboso. Poco dopo una vecchia costruzione abbandonata, si giunge ad una deviazione: continuare a sinistra in piano (inizialmente in lieve discesa) fino al termine della strada da dove ha inizio un sentiero che sale verso destra fino a portarsi a ridosso della parete. Per raggiungere l’attacco della via, occorre salire ancora una cinquantina di metri a sinistra verso il torrente. 15 minuti dall’auto.
Discesa: in doppia lungo la via anche con una corda singola. A piedi, salendo un centinaio di metri nel bosco rado fino al sentiero che riporta direttamente all'auto.

Il nuovo topo della via.

Secondo tiro per Anna, con roccia incredibilmente lavorata (la foto non rende giustizia).

La stagione ideale per scalare a Planaval (foto A. Torretta).

La vanitosa e il mulo. Ma così si procede più in fretta che da soli (foto A. Torretta).

La via è stata interamente riattrezzata con materiale inox 316L (A4):
tasselli MKT BZ Plus M12 x 110 mm, placchette e gruppi sosta VE (Vertical Evolution).