venerdì 16 settembre 2011

Breithorn Orientale - *Cresta Young*

Rapida puntata in quota, approfittando delle belle giornate di fine estate e delle ottime condizioni della neve. Siamo stati sul versante nord del Breithorn Orientale dove si trova una delle più belle creste delle Alpi, la *Young* appunto (650 m, D+). Si tratta di una linea molto ben definita e logica, perfetta sintesi del terreno misto di alta montagna. L’assenza di pericoli oggettivi ne fa sicuramente una meta interessante, anche se raggiungerne l’attacco può essere talvolta complicato a causa delle condizioni del ghiacciaio: attualmente si passa abbastanza bene.
Le ottime condizioni di innevamento ci hanno permesso una progressione molto rapida; abbiamo impiegato poco meno di 4 ore dal bivacco Rossi-Volante fino in vetta al Breithorn, senza nessuna traccia di passaggio per di più!

Materiale: 1 corda da 40 m, 2 rinvii, friends dal #.4 al #.75 Camalot, ramponi, piccozza classica, 2 viti da ghiaccio (non utilizzate), 1 piccozza in più per cordata (non utilizzata).
Esposizione: nord ma al sole fin dal primo mattino.
Avvicinamento: il punto d’appoggio più comodo è il bivacco Rossi-Volante, nei pressi della Porta Nera. Attualmente le condizioni del ghiacciaio per scendere verso l’attacco della cresta sono buone. La seraccata prima del canale ghiaioso si passa abbastanza agevolmente. Noi abbiamo impiegato 1 ora dal bivacco all’attacco della cresta.
Discesa: dalla vetta, abbassarsi facilmente lungo la cresta est fino alla sella nevosa. Scendere direttamente verso il bivacco Rossi-Volante. Discesa molto rapida e intuitiva.

Notte piuttosto fresca al bivacco Rossi-Volante

Caos di seracchi per raggiungere l'attacco della cresta

Vista generale del ghiacciaio dal canale ghiaioso d'accesso

Prima parte nevosa della cresta, ottime condizioni!

François e Roberto, impegnati nel superamento di un tratto roccioso, seguono le nostre tracce

Facile arrampicata su ottima roccia

Vista generale della cresta dalla parte alta

Ultimi metri per Alessandra, prima di sbucare in vetta

sabato 10 settembre 2011

Le Minaret - *Versant satanique*

Probabilmente si tratta di una delle vie di arrampicata più belle del Massiccio del Monte Bianco, nel suo genere ovviamente. Non ha nulla da invidiare agli itinerari più famosi dei satelliti del Tacul, anzi...
Nel 2003, insieme a Luigi, avevo percorso l’estetico sperone sud est del Minaret ed ero sceso in doppia lungo *Versant satanique* (220 m, ED, 6c max, 6a obbl.)... riproponendomi prima o poi di tornare a salirla. Le inconfondibili fessure terminali erano troppo invitanti! Oggi con Riccardo B. l’abbiamo percorsa, beneficiando di una giornata con clima ideale. Arrampicata in fessura mai estrema, impegnativa al punto giusto... gli unici quattro spit presenti lungo la via sono sicuramente inutili però il buon Michel Piola ha pensato anche alla schiena dei ripetitori rendendola così percorribile solo con una serie di friends (da gestire comunque in maniera oculata).
Considerazioni tecniche a parte, *Versant satanique* è una di quelle vie “da fare”!

Materiale: 2 corde da 60 m, 1 set di TCU dal #00 al #3 Metolius, 1 set di friends dal #.5 al #4 Camalot, crack gloves vivamente consigliati, casco.
Esposizione: sud est.
Avvicinamento: in circa 40 minuti dal rifugio, non serve materiale da ghiacciaio.
Discesa: 6 doppie lungo la via di salita.

Al termine del primo tiro

Vista dall'alto sul secondo tiro

Riccardo al termine della bellissima fessura del quinto tiro...

... che prosegue anche sul sesto tiro, fantastico!

Autoscatto al termine della via, con lo sfondo dell'Aiguille Verte

Topo della via

venerdì 9 settembre 2011

Aiguille d'Argentière - *Le pirate*

Due giorni di arrampicata nel bacino di Argentière insieme a Riccardo B., sfruttando gli ultimi giorni di apertura dell’omonimo rifugio e della funivia dei Grands Montets. Ottima accoglienza al rifugio, granito super e frequentazione pressoché nulla... complice sicuramente la logistica relativamente scomoda per l’arrampicata e l’assenza di una topo-guida dettagliata della zona. Eppure c’è roccia in abbondanza!
Oggi abbiamo arrampicato sul grande pilastro a sinistra del Couloir a Y, che culmina con la cima sud dell’Aiguille d’Argentière. Abbiamo salito *Le pirate* (350 m, TD+, 6b+ max, 6a obbl.), bella via omogenea e poco attrezzata che percorre una serie di fessure. Cinque spit su tutta la via (tre dei quali assolutamente inutili) e qualche chiodo a volte non sono sufficienti per trovare il giusto itinerario. Spesso sono possibili varianti (di pari difficoltà) tra una sosta e l’altra.
Unica pecca sono purtroppo i 100 metri di sfasciumi per raggiungere la base del pilastro, che però si evitano in discesa con una doppia lunga.

Materiale: 2 corde da 60 m, 1 set di TCU dal #00 al #3 Metolius, 1 set di friends dal #.5 al #2 Camalot, casco.
Esposizione: sud est.
Avvicinamento: in poco meno di 1.30 ore dal rifugio fino allo sbocco del Couloir a Y, attrezzatura light da ghiacciaio più che sufficiente. Reperire appena a sinistra del couloir, un piccolo canale parallelo (un po’ più al riparo da eventuali cadute di sassi) che si risale per un centinaio di metri fino a reperire a sinistra le evidenti terrazze detritiche che conducono alla base del pilastro roccioso. Ometto alla base, molto a sinistra.
Discesa: 8 doppie lungo la via di salita (le prime 2 a sx guardando la parete). I cordini delle soste sono piuttosto vecchi e consumati... meglio sostituirli! Lo zoccolo iniziale si scende con una doppia da 60 m (ancoraggio a chiodi sul punto più basso sotto la verticale dell’attacco della via).

La parete vista da sotto

Secondo tiro, in basso si vedo lo zoccolo di sfasciumi

Quarto tiro, due spit in placca permettono di raccordare una bella sequenza di fessure

Quasi meglio del Grand Capucin

Ambiente di alta montagna e roccia fantastica nella parte alta della via

Riccardo impegnato sul passo chiave del penultimo tiro (6b)

La via termina sulla cima Sud dell'Aiguille d'Argentière (3900 m)

domenica 21 agosto 2011

Dent du Requin - *Chapeau à cornes*

Alpinismo classico insieme a Luigi questo week-end sulla Dent du Requin. Abbiamo percorso una via aperta all’inizio del XX° secolo da Joseph Knubel sulla parete che sovrasta il rifugio e che prende il nome da un curioso gendarme, il Chapeau à cornes appunto (570 m, AD). Originariamente l’itinerario attaccava dal ghiacciaio dell’Envers du Plan ma il progressivo abbassamento dello stesso ha fatto preferire una variante direttamente dal versante orientale. Per info più dettagliate rimando al topo precisissimo di Piola (Massif du Mont Blanc - Envers des Aiguilles).
Attualmente le condizioni della parete sono ottime, tutte le cenge sono sgombre da neve e il nevaio per raggiungere l’attacco non presenta tratti in ghiaccio. Ottima accoglienza al rifugio Requin!

Materiale: 1 corda da 50 m, 1 cordino da 50 m per le doppie, 4 rinvii, 3 friends, fettucce, casco, ramponi e piccozza per l’avvicinamento.
Esposizione: Est, sole dal primo mattino.
Avvicinamento: in circa 1 ora dal rifugio Requin, pietraia, nevaio progressivamente più ripido e un breve tratto di roccia che portano alla grande cengia alla base della via. Alcune frecce bianche indicano l’attacco.
Discesa: con 14 doppie (assolutamente indispensabili corde da almeno 50 m) utilizzando una linea appositamente attrezzata che riporta esattamente all’attacco. Quindi con altre 2 doppie sullo zoccolo di fianco al nevaio percorso al mattino si giunge al termine della *Midi-Plan*, poco a monte delle corde fisse.

Le scalette per raggiungere il rifugio Requin

Prima parte facile della *Chapeau à cornes*

Roccia stupenda su tutto l'itinerario... e ambiente assicurato

Parte alta della via, sullo sfondo il caratteristico gendarme che dà il nome alla via

Luigi in posa davanti a monolite della vetta, sullo sfondo l'Aiguille du Midi

Linea di doppie lungo la parete Est

mercoledì 17 agosto 2011

Petites Jorasses - *Anouk*

Veloce puntata sulla parete ovest delle Petites Jorasses, attualmente in ottime condizioni per arrampicare. Abbiamo salito la classica moderna che Michel Piola ha voluto dedicare a sua figlia, nata proprio nell’anno dell’apertura (1990): *Anouk* (750 m, ED-, 6b+ max, 6a+ obbl.).
Si tratta di una bella via estremamente omogenea e relativamente ben attrezzata, servono comunque le protezioni veloci soprattutto nella prima metà. Per l’attacco non è possibile sbagliare, è il primo itinerario pochi metri a destra del grande diedro d’attacco della *Contamine*. Molte relazioni sconsigliano di andare in cima e di calarsi dalla diciottesima sosta... è vero che le difficoltà diminuiscono considerevolmente, ma con tre facili tiri di grado 4/5 (che portano via poco tempo) si giunge con grande soddisfazione sull’affilata cresta sommitale :)
Oggi abbiamo adottato una tattica particolare per salire la via, a mio avviso molto efficace e redditizia... a patto di avere un buon allenamento. Per poter arrampicare al sole, siamo partiti da Chamonix con il primo treno (ore 8.00) ed abbiamo iniziato ad arrampicare a mezzogiorno. 6 ore per salire i 21 tiri fino in cima, doppie e rientro poco dopo le 21.00 al rifugio Leschaux. Non male.

Materiale: 2 corde da 50 m, 8 rinvii, 1 set di TCU dal #00 al #3 Metolius, 1 set di friends dal #.5 al #2 Camalot. Ramponi e piccozza light per ora sono sufficienti.
Esposizione: ovest, sole al pomeriggio.
Avvicinamento: normalmente si parte dal rifugio Leschaux, che dista circa 1.30 ore dalla base della parete (e circa 3 ore dal treno di Montenvers...). Noi siamo partiti direttamente da Montenvers, raggiungendo la base della parete in 2.50 ore!
Discesa: in doppia lungo la via... purtroppo non si riescono a saltare le soste, quindi occorre effettuare 21 doppie! Noi abbiamo impiegato poco più di 1.30 ore.

Avvicinamento lungo la Mer de Glace, con lo sfondo dell'Envers des Aiguilles

Primo tiro, con terminale facile da passare

Simpatico passo in placca (protetto da 1 fix) per arrivare alla seconda sosta

Terzo tiro

Quarto tiro, con lo sfondo del lungo avvicinamento

Il gran diedro del nono tiro

Undicesimo tiro, belle placconate

Il festival delle placche nella parte alta della via

Autoscatto al termine della via, in compagnia di tre baschi raggiunti qui

Ultimo sguardo verso la parete prima di correre al rifugio per rifocillarci