venerdì 20 giugno 2014

Monte Bianco - Dolomiti

In occasione del modulo di arrampicata in montagna del 36° Corso per aspiranti guide alpine della Valle d'Aosta "J. Negro" ho avuto modo di trascorrere un'intensa settimana di scalate tra Monte Bianco e Dolomiti, all'insegna del tempo pazzerello. Generalmente quasi sempre bello al mattino con isolati rovesci pomeridiani... alcuni fortunatamente evitati, altri invece colti purtroppo nel massimo della loro potenza! Tutta esperienza per gli allievi che, nonostante tutto, hanno macinato centinaia di metri di granito e di dolomia. Risultato: mani e braccia piuttosto indolenzite per tutti... istruttori compresi :-) Ma tante belle vie percorse!
Di seguito, la sintesi fotografica delle intense giornate trascorse in parete.

Primo giorno - Grand Capucin - *Voyage selon Gulliver* (400 m, 7b)

Secondo giorno - Pic Adolphe Rey - *Marzipanpan* (250 m, 7a)

Terzo giorno - Monte Colodri - *Giovanni Segantini* (280 m, 7a)

Quarto giorno (prima parte) - Piz Ciavazes - *Schubert* (250 m, VI-)

Quarto giorno (seconda parte) - Piz Ciavazes - *Priz* (250 m, 7a+)

Quinto giorno - Meisules - *Franz* (300 m, VII)

Sesto giorno - Roda di Vael (Ovest) - *Eisenstecken* (400 m, VI)

Settimo giorno - Piz Ciavazes - *Italia '61* (250 m, 8a)

sabato 7 giugno 2014

Les Vuardes - *Papy fait de la résistance*

Senza dubbio, la più bella via delle Vuardes: *Papy fait de la résistance* (250 m, 7b max, 6c obbl.). Costantemente strapiombante, roccia sempre di ottima qualità, difficoltà omogenee e continue... non si può chiedere di meglio! Chiaramente a patto di avere un discreto allenamento per poter scalare al meglio... Oggi, in una giornata di caldo africano, abbiamo optato per una scalata pomeridiana, aspettando che il sole lasciasse la parete. Attacco alle 15.30 e uscita alle 19.30... nel mese di giugno si può ;-)

Materiale: fortemente consigliato l'assetto corda singola + cordino per recuperare il sacco, 13 rinvii, casco.
Esposizione: Sud Sud Est, sole fino al primo pomeriggio.
Avvicinamento: sentiero pianeggiante (5 minuti), poi doppie *Plénitude* e piccolo spostamento alla base fino all'attacco (scarpe da ginnastica non necessarie).
Discesa: veloce rientro a piedi lungo sentiero (5 minuti).

Secondo tiro... e primo da scalare (6c+).
Già a partire dal secondo tiro la parete strapiomba...
Partenza del terzo tiro... vista dalla sosta di *Papy récidive*, molto vicina a quella originale.
Quarto tiro (7b): the pitch... onsight!
Arrivo in sosta sul quarto tiro.
Quinto tiro (7a) per Ale... con uscita poco evidente ma non difficile.
Arrivo in sosta sul quinto tiro.
Sesto tiro (7a originale... ma a detta di tutti 7a+): purtroppo sbagliato all'ultimo per mancanza di decisione :-(
Arrivo in sosta sul sesto tiro.
Settimo tiro (7a+) per Ale... bellissimo e senza sorprese!
Arrivo in sosta sul settimo tiro.
Ultimo tiro (7a+): sezione intensa all'inizio seguita da un simpatico (breve) traverso in placca. Fortunatamente onsight.

giovedì 5 giugno 2014

Tours d'Areu - *Faut que ça saigne* + *Tango*

Bella giornata, piuttosto fresca per la verità, alle Tours d'Areu dove abbiamo salito due vie rispettivamente sulla sesta e sulla quinta torre: *Faut que ça saigne* (160 m, 7a+ max, 6b+ obbl.) e *Tango* (160 m, 6c+ max, 6b+ obbl.). Chiodatura a fix da integrare con protezioni veloci sulla prima e completa (ma distanziata) sulla seconda... dove è bene non indugiare troppo tra una protezione e l'altra. Entrambi gli itinerari sono molto belli e meritevoli di ripetizione.
Segnalo la richiodatura in stile plaisir della classica *La vie de garçon* alla quinta torre... che serve anche come discesa in doppia dopo aver percorso *Tango*: catene alle soste e fix inox Raumer mooolto ravvicinati. Devo dire che, per un nostalgico aficionados della chiodatura originale (intesa come numero di protezioni per tiro), fa un certo effetto vedere una raffica di fix a distanza millimetrica: quando si dice "da un estremo all'altro"!

Materiale: 2 corde da 60 m, 10 rinvii, 1 set di TCU dal #00 al #3 Metolius, 1 set di friends dal #.5 al #2 Camalot per *Faut que ça saigne*.
Esposizione: Sud Est.
Avvicinamento: in circa 45 minuti da Doran, raggiungibile solo con mezzo 4x4.
Discesa: in doppia a destra (guardando) del torrione.
 
La scritta alla base della via

Primo tiro

*Faut que ça saigne*, secondo tiro (7a+): lungo, vario, complesso... onsight, quindi bellissimo :-)

Terzo tiro: partenza piuttosto tecnica dalla sosta...

*Tango*: primo tiro... già si capisce la distanza tra i fix!

Prima sosta di *Tango*: curioso buco a forma di cuore!

Secondo tiro di *Tango* per Ale

Soggettiva del quarto tiro di *Tango*

lunedì 2 giugno 2014

Francia - Presles + Rocher du Midi + La Balme de Yenne

Foto di gruppo in cima al Rocher du Midi dopo aver salito *Bille de clown* (300 m, 7b max, 6b+ obbl.).


Puntuale, dopo un anno, si ripresenta il ponte del 2 giugno. L'anno scorso eravamo stati in Verdon insieme ad Andrea e Arnaud per una bella trasferta all'insegna dell'arrampicata e del "bonheur" come direbbero i francesi. Quest'anno abbiamo deciso di dirigerci verso le pareti intorno a Grenoble, sempre osservate sulle guide di arrampicata ma mai esplorate. Al collaudato team dell'anno scorso si sono aggiunte le nuove leve Elisa e Michele... giusto per farci sentire più "old" :-)
Tutti a bordo del potente VW California di Capitan Clavel, ci siamo diretti inizialmente a Presles (Vercors) dove abbiamo scalato tra orde di scalatori di tutte le nazionalità che si intrecciavano inesorabilmente sulle contorte linee che caratterizzano le pareti. Impressionante... e discretamente pericoloso, con sassi che volavano tranquillamente a destra e a manca. Fortunatamente la via scelta (*Vue de l'extérieur* - 200 m, 7a max, 6b+ obbl.) si è rivelata molto bella ed ha lasciato sicuramente un bel ricordo.
Dopo una visita serale al grazioso villaggio di Pont-en-Royans, ci siamo poi diretti verso il massicco della Chartreuse e più precisamente verso la parete Est del Rocher du Midi. Molto educatamente ci siamo incolonnati tutti (tre cordate) su *Bille de clown* (300 m, 7b max, 6b+ obbl.), considerata all'unanimità come una delle vie più belle della zona... e le aspettative sono state pienamente confermate! Bella giornata, bella compagnia, bella via... peccato per la mancata on-sight completa della via, sfumata a tutti sul rovescio bagnato del passo chiave dell'ultimo tiro ;-)
Per il terzo giorno, con meteo non proprio stabilissima, era prevista una mezza giornata relax in falesia... Siamo andati a dare un'occhiata alla celebre falesia di La Balme de Yenne, nei pressi di Chambery. Ebbene, di relax c'è solo l'avvicinamento (1 minuto) e la base della falesia (piatta); per il resto vie spaziali di livello stratosferico, perfette per chiudere in bellezza una tre giorni di arrampicata! Scherzi a parte, il settore è assolutamente incredibile e da vedere. Certo, il livello minimo per poter scalare qualche via si aggira attorno al 7a/b... ma provare non costa nulla. Complimenti al giovane Miky che si è portato a casa la salita flash di *Trou de cou cou*, un 7b di riferimento (decisamente sotto-gradato).
Arrivederci al prossimo ponte del 2 giugno... il furgone di Arnaud è ormai pieno. Chi vuole aggregarsi deve organizzarsi con altri mezzi di trasporto!

domenica 25 maggio 2014

Vallese - Medji + Le Mordor

Quarto tiro (6c) di *Mike's AC/DC* a Medji


La recente apertura al traffico del Colle del Gran San Bernardo ha acceso la spia luminosa sugli spot arrampicatori elvetici. La Svizzera non delude mai in fatto di arrampicata su pareti di media e alta montagna: gneiss, calcare, granito... c'è l'imbarazzo della scelta! Il week-end appena trascorso è stato dedicato all'esplorazione di nuovi (per me) settori nel Vallese... e le sorprese non sono mancate.
Sabato siamo stati a Medji, nella valle di Zermatt, a monte dell'abitato di S. Niklaus. Si tratta di una barra rocciosa alta fino a 100 metri e larga circa 150 metri dove si trova un'impressionante concentrazione di fessure e diedri per la gioia degli amanti del crack climbing. Questo settore è stato preparato meticolosamente in puro swiss-style, con comodo sentiero, chiodatura sistematica a fix su tutte le vie e topo plastificato alla base della parete. La scelta di attrezzare tutte le fessure è chiaramente discutibile: è vero che chi vuole arrampicare con le protezioni veloci è libero di farlo senza moschettonare gli spit... ma è anche vero che è necessaria una buona dose di convinzione e rigore per ignorare le protezioni in posto. Spesso i neofiti si lasciano attrarre dalla sicurezza del fix e il loro processo di apprendimento, in questi casi, diventa troppo lungo e poco efficace. In ogni caso, qui a Medji ognuno è libero di scalare nello stile che preferisce, senza troppe polemiche che si trasformano quasi sempre in dannose chiodature/schiodature!
Dal punta di vista della scalata, si trovano fessure di tutti i tipi ma non mancano anche incredibili lunghezze in placca su roccia lavorata a buchetti e tacche nette: il tutto diluito in monotiri oppure vie fino a cinque tiri. L'ambiente circostante è assolutamente bucolico, proprio di fronte al versante settentrionale della catena Breithorn - Roccia Nera - Castore - Polluce.
Domenica invece siamo andati a visitare una falesia relativamente recente, consigliata da un collega svizzero conosciuto a Finale Ligure. Si tratta di Le Mordor, una barra calcarea alta una cinquantina di metri ed esposta a Nord Nord Est che si trova indicativamente a Sud del Col du Sanetsch; per chi conosce la zona, è esattamente di fronte alla Falaise de Roua. La tipologia di roccia ricorda molto la vicina Rawyl, anche se la base della falesia non è purtroppo altrettanto comoda. Ideale per il periodo estivo e per gli amanti dell'arrampicata "alpina" anche in falesia: vie lunghe (dai 30 ai 50 metri), piuttosto esposte, con chiodatura ottima ma distanziata... in poche parole, severa ed esigente!